Il biofisico, professore ordinario di Fisica dell'Universita' di Genova e direttore di Ricerca in Nanoscopia all'IIT,
propone una visione umanistica dell'innovazione. Partendo dal Convivio di Dante, Diaspro spiega come l'IA sia un prodotto dell'"arte umana", costruita
per comprendere e proiettare la nostra stessa intelligenza nel futuro. La tecnologia viene cosi' presentata come applicazione pratica della conoscenza scientifica, come
applicazione della conoscenza scientifica agli scopi pratici della vita umana e l'Intelligenza futura il "punctum" della speranza, oltre ogni ragionevole aspettativa.